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Guida IVA UE per Freelancer — Aliquote, Regole & Consigli

Le regole IVA nell'UE possono essere complesse. Invoicey aiuta calcolando automaticamente l'IVA in base alla posizione del cliente, gestendo l'inversione contabile per servizi B2B intra-UE e includendo le menzioni legali sulle fatture.

La documentazione include aliquote IVA per tutti i 27 paesi UE, regole di inversione contabile e un calcolatore interattivo.

Aliquote IVA nell’UE per paese

Le aliquote IVA variano molto tra i paesi dell’UE e il Regno Unito. La tabella riporta l’aliquota ordinaria, le aliquote ridotte e le principali regole locali per i 27 Stati membri e il Regno Unito, aggiornate al 2026. Usala come punto di partenza: le aliquote cambiano e alcuni beni e servizi hanno aliquote speciali, quindi verifica sempre con il tuo commercialista o con l’amministrazione fiscale.

PaeseOrdinariaRidotteNote
Austria20%10%, 13%
Belgio21%6%, 12%
Bulgaria20%9%
Croazia25%5%, 13%
Cipro19%5%, 9%
Cechia21%12%
Danimarca25%—Nessuna aliquota ridotta
Estonia24%9%, 13%
Finlandia25.5%10%, 13.5%
Francia20%5.5%, 10%Franchise en base (esenzione) per le piccole imprese
Germania19%7%Esenzione Kleinunternehmer sotto i 25.000 €
Grecia24%6%, 13%
Ungheria27%5%, 18%Aliquota ordinaria più alta dell’UE
Irlanda23%9%, 13.5%
Italia22%5%, 10%
Lettonia21%12%
Lituania21%5%, 9%
Lussemburgo17%8%Aliquota ordinaria più bassa dell’UE
Malta18%5%, 7%
Paesi Bassi21%9%Esenzione KOR sotto i 20.000 €
Polonia23%5%, 8%
Portogallo23%6%, 13%
Romania21%11%
Slovacchia23%5%, 19%
Slovenia22%5%, 9.5%
Spagna21%10%
Svezia25%6%, 12%
Regno Unito20%5%Fuori dal sistema IVA dell’UE dal 2021

Cosa deve contenere una fattura con IVA valida nell’UE?

La direttiva IVA (direttiva 2006/112/CE del Consiglio, articolo 226) elenca i dati che una fattura completa deve riportare. Se ne manca uno, il tuo cliente potrebbe non poter detrarre l’IVA e la fattura potrebbe essere contestata in caso di controllo. Invoicey prevede un campo per ciascuno, così vedi subito se manca qualcosa prima dell’invio.

  1. 1Un numero di fattura progressivo, univoco e mai riutilizzato
  2. 2La data della fattura (data di emissione)
  3. 3La data di consegna o di prestazione, se diversa
  4. 4Il tuo nome o ragione sociale completo e il tuo indirizzo
  5. 5La tua partita IVA (se sei soggetto IVA)
  6. 6Nome completo e indirizzo del cliente
  7. 7La partita IVA del cliente per le vendite B2B intracomunitarie in inversione contabile
  8. 8La descrizione dei beni o servizi e la loro quantità
  9. 9L’imponibile, l’aliquota e l’importo IVA per ciascuna aliquota applicata
  10. 10Il totale da pagare e, se serve, la dicitura di esenzione o di inversione contabile

Il reverse charge (inversione contabile) spiegato

Quando presti servizi a un’impresa registrata ai fini IVA in un altro paese dell’UE, di norma non addebiti l’IVA in fattura. È l’acquirente a versare l’IVA nel proprio paese: è il meccanismo del reverse charge. Si applica alla maggior parte dei servizi B2B transfrontalieri secondo la regola generale sul luogo della prestazione (articolo 44 della direttiva IVA).

La fattura riporta comunque l’imponibile, una riga IVA allo 0 % e una dicitura chiara come «Inversione contabile — IVA a carico del committente (articolo 196 della direttiva 2006/112/CE)». Devono comparire sia la tua partita IVA sia quella del cliente. L’acquirente dichiara poi l’IVA all’aliquota del suo paese, quindi il suo costo netto è di solito lo stesso di un acquisto nazionale.

In Invoicey indichi il paese del cliente e la sua partita IVA, imposti l’aliquota allo 0 % e aggiungi la dicitura di inversione contabile. Verifica prima la partita IVA del cliente con il servizio gratuito VIES della Commissione europea: una fattura in reverse charge verso un numero non valido può rendere te debitore dell’IVA.

Regole particolari: Francia, Germania e Paesi Bassi

Francia

I microimprenditori (auto-entrepreneurs) il cui fatturato resta sotto le soglie della «franchise en base de TVA» (nel 2025: 37.500 € per i servizi e 85.000 € per la vendita di beni) non addebitano l’IVA. Ogni fattura deve allora riportare la frase «TVA non applicable, art. 293 B du CGI».

Le fatture delle imprese francesi devono indicare anche il numero SIREN (9 cifre) o SIRET (14 cifre). Salvalo una volta nel tuo profilo Invoicey e comparirà su ogni fattura. Da settembre 2026 le imprese francesi dovranno progressivamente ricevere (e poi emettere) fatture elettroniche.

Germania

Con il regime Kleinunternehmer (§19 UStG), le imprese con un fatturato inferiore a 25.000 € nell’anno precedente e previsto sotto i 100.000 € nell’anno in corso non addebitano la Umsatzsteuer. Le loro fatture devono riportare una dicitura come «Gemäß § 19 UStG wird keine Umsatzsteuer berechnet.»

Le imprese tedesche soggette a IVA applicano il 19 % alla maggior parte di beni e servizi e il 7 % a prodotti come molti alimenti e libri. Dal 2025 le imprese in Germania devono poter ricevere fatture elettroniche strutturate nel B2B; l’obbligo di emissione viene introdotto gradualmente dal 2027.

Paesi Bassi

La KOR (kleineondernemersregeling) consente alle imprese olandesi con fatturato annuo inferiore a 20.000 € di non addebitare la BTW. Con la KOR non indichi la BTW in fattura e specifichi che applichi il regime per le piccole imprese.

Per i servizi B2B verso imprese di altri paesi dell’UE, i freelance olandesi applicano l’inversione contabile con la dicitura «BTW verlegd». L’aliquota ordinaria è del 21 % e quella ridotta del 9 % si applica a beni e servizi come gli alimenti.

Domande frequenti sull’IVA

Devo addebitare l’IVA ai clienti britannici dopo la Brexit?

Per un freelance stabilito nell’UE che presta servizi a un’impresa britannica, il Regno Unito è ora un paese terzo: i servizi B2B sono di norma fuori campo IVA europea. Fatturi quindi senza IVA indicando che l’operazione è fuori campo (o soggetta a reverse charge nel Regno Unito). Le vendite a consumatori britannici seguono regole diverse. Controlla le indicazioni del tuo paese, perché le diciture cambiano.

Che cos’è lo sportello unico OSS?

L’OSS consente a un’impresa dell’UE di dichiarare l’IVA sulle vendite a consumatori di altri paesi UE con un’unica dichiarazione trimestrale nel proprio paese, invece di registrarsi in ciascun paese. Conta soprattutto se vendi online servizi digitali o beni a privati in tutta l’UE oltre la soglia comunitaria di 10.000 €.

Sono un freelance: devo aprire la partita IVA?

In Italia per lavorare come libero professionista serve in genere la partita IVA, e con il regime forfettario (fino a 85.000 € di ricavi) non addebiti l’IVA ma indichi la relativa dicitura di esonero. In altri paesi l’obbligo scatta oltre una soglia nazionale (ad esempio 37.500 € per i servizi in Francia o 25.000 € in Germania). Le regole cambiano molto: confrontati con un commercialista.

Posso emettere una fattura senza IVA?

Sì, quando si applica un’esenzione prevista dalla legge: ad esempio un regime per piccole imprese come il forfettario, il reverse charge B2B intracomunitario o alcuni servizi esenti come parte delle prestazioni sanitarie o formative. La fattura deve indicare perché non è addebitata l’IVA, citando la norma di riferimento.

Invoicey si occupa dei calcoli — imponibile, IVA per aliquota e totali — e raccoglie i dati obbligatori in un unico posto, così prepari più in fretta una fattura corretta. Non sostituisce una consulenza professionale: verifica sempre le regole di ogni paese con il tuo commercialista o con l’amministrazione fiscale.

Vedi guida IVA completa →

Pronto a creare una fattura europea con l’IVA corretta?

Il generatore di fatture IVA UE di Invoicey ti permette di inserire le partite IVA, scegliere l’aliquota giusta per ogni riga e aggiungere la dicitura di inversione contabile, senza impaginare a mano e con una revisione prima dell’invio.

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